Gli italiani scelgono la Lombardia per i trapianti di capelli

Gli italiani scelgono la Lombardia per i trapianti di capelli

Se il problema della calvizie sembra presentarsi con omogeneità lungo tutta le penisola italiana, è invece possibile tracciare una vera e propria mappa dell’autotrapianto che vede Milano e, più in generale, la Lombardia imporsi come leader nazionale.

Milano capitale italiana dell’autotrapianto dei capelli

È il capoluogo lombardo, infatti, la città italiana che registra il maggior numero di interventi chirurgici finalizzati a rispondere colpo su colpo alla calvizie. La perdita dei capelli, sia essa presente negli uomini o nelle donne, non è mai accettata di buon grado e sempre più numerosi sono i soggetti che corrono ai ripari chiedendo consiglio agli esperti. La strada più battuta è ancora quella del trapianto di capelli. Basti pensare che i dati più recenti, relativi al fenomeno nel 2014, hanno fatto registrare ben 4 mila interventi di chirurgia plastica di questa tipologia. Il 65 per cento di queste operazioni sono state effettuate in Lombardia, soprattutto nella provincia di Milano e in quella di Varese. Chi sceglie il bisturi per risolvere questo fastidioso problema? Sono in maggioranza uomini ad affidarsi alle mani del chirurgo e la loro età è davvero molto varia, spazia tra i 30 e i 65 anni.

L’autotrapianto è la risposta definitiva alla caduta dei capelli?

Ma se il fenomeno in crescita è possibile dedurre che la strada proposta sia quella definitiva? In realtà non è così, lo dimostrano diversi studi e gli esperti sono concordi nell’evidenziare una crescente necessità a prestare attenzione alle truffe. Tatiana Amati, tricologa membro della Società italiana di Tricologia (Sitri) precisa: “L’autotrapianto è un intervento che riduce le aree glabre o diradate, ma da solo non arresta e cura la caduta dei capelli. È di fondamentale importanza sia il ruolo delle cure post operatorie, che delle terapie di mantenimento della propria chioma”. Da solo, quindi, il trapianto di capelli non basta, non è sufficiente a chiudere una volta per sempre il capitolo relativo all’immagine di sé riflessa dallo specchio in cui non ci si riconosce più. I progressi della scienza e della ricerca, condotta anche in laboratori specializzati nella cura e salute del capello, come Hair Clinic (www.hairclinic.it), hanno portato alla luce un’importante verità: il trapianto non agisce sulle cause della calvizie, si limita anzi a coprirne le conseguenze. Questo significa che per massimizzare i risultati, e ridurre le elevate percentuali di recidiva, è fondamentale affiancarlo a percorsi di altra natura, come quelli basati sulla medicina rigenerativa che, attraverso il ricorso alle cellule staminali, riportano in attività bulbi piliferi erroneamente considerati morti. In questo modo, affiancano ai risultati del trapianto un risultato innovativo, generato a partire dalla dettagliata analisi delle cause della calvizie. Perché ogni testa è diversa dall’altra.

Attenzione agli imbonitori, ecco i consigli dell’esperta

A rendere sempre più necessario drizzare le orecchie e fare attenzione alle truffe, in campo di trapianti, è stato soprattutto il boom di internet. Uno strumento che la tricologa Amati definisce “insidioso, specialmente in riferimento a quei siti – e sono molti – ove si promettono grandi risultati a costi bassissimi, comprensivi di trasferta, vitto e alloggio in strutture site all’estero, Paesi Arabi in particolar modo”.  È noto, infatti che Paesi come la Turchia sono riusciti, nel corso degli anni, ad attrarre un numero crescente di soggetti che hanno scelto di sottoporsi al trapianto di capelli. Intorno a questo fenomeno è nato un vero e proprio genere turistico, a prezzi bassissimi è possibile beneficiare di intervento e relax. “Occorre prestare attenzione a questo fenomeno, – aggiunge Amati – onde prevenire il rischio di trovarsi in ambienti privi delle professionalità e delle adeguate condizioni igienico-sanitarie, e di doversi poi sottoporre a interventi correttivi al proprio rientro in Italia, con ulteriore aggravio di costi e spese mediche”.